Nella seconda metà dell’Ottocento, nel 1873, Domenico Conti Borbone apre la sua prima bottega di legatoria in via Ratti, nel cuore di Milano, di fronte alla Biblioteca Ambrosiana.
Dopo una breve parentesi in Santa Maria alla Porta a causa del riassetto urbanistico di fine secolo, si trasferisce, poco distante, la sua abilità come mastro legatore lo rende rapidamente noto tra collezionisti e studiosi.
Tra le opere più prestigiose conservate ancora oggi in atelier vi sono i tre volumi “Memorie d’Etiopia”, rilegati nel 1885 per il cardinale Massaia.
La tradizione passa poi alla nipote Giuseppina, affiancata dal marito Isacco Marchesi, erede della storica dinastia di pasticceri di corso Magenta
La sede storica di Via Terraggio (1919–2022)
Nel 1919 la legatoria si trasferisce in corso Magenta 31, con ingresso su via Terraggio.
Qui, tra le case patrizie e le antiche botteghe artigiane, si aprono le sette grandi vetrine che per 103 anni hanno custodito pelli, carte marmorizzate, punzoni e volumi preziosi.
In via Terraggio crescono Angelo e Clemente (Nino e Tino), e successivamente i nipoti Gianluca, Gabriele e Angelo, che continuano a coltivare l’arte della legatura con la stessa cura tramandata dal fondatore.
La famiglia Marchesi e la continuità dell’atelier
Dal 2000 i fratelli Marchesi — figli di Nino — sono ufficialmente alla guida dell’azienda.
Nel 2021 Gianluca conclude la sua attività artigianale e si ritira, lasciando ai fratelli Gabriele e Angelo la conduzione dell’atelier. La loro gestione unisce tradizione, competenza tecnica e una visione contemporanea della legatoria.
Il trasferimento e la nuova sede (2022–oggi)
Nel 2022, a causa del forte aumento dei costi degli affitti nel centro storico, la legatoria lascia le storiche vetrine di via Terraggio dopo 103 anni e si trasferisce nella nuova sede di Via Giulio Romano 29, con ingresso da Via Gaetana Agnesi 18 (cancello grigio con insegna).
Qui l’atelier prosegue la sua attività con le stesse attrezzature originali, le collezioni di punzoni, le carte marmorizzate e gli arredi storici, mantenendo intatta l’atmosfera che da sempre contraddistingue Conti Borbone.
Cliché da stampa di Giuseppe Garibaldi
Rotelle da stampa collezione Conti Borbone
L’arte della legatoria: strumenti, tecniche e tradizione
L’atelier conserva una delle più importanti collezioni italiane di punzoni, rotelle e planche da dorare, oltre 2000 fregi catalogati.
Si producono ancora carte marmorizzate a mano e colorazioni speciali su pelli, mantenendo tecniche storiche che conferiscono alle legature un fascino senza tempo.
Gli arredi originali dei primi del ’900 — scaffali, cassettiere, tavoli da lavoro — sono ancora oggi parte integrante dell’atelier.
Ogni fase della lavorazione viene eseguita a mano: cucitura, incollatura, taglio, realizzazione della copertina e decorazione in oro o a secco.
Nel corso dei decenni sono nate opere d’arte come il fac-simile del Codice Trivulziano, i volumi dei disegni di Venezia e Milano, il Michelangelo rilegato in piena pelle e le Metamorfosi di Ovidio.
Un’arte che non può scomparire
Varcando l’ingresso dell’atelier, si ritrova la stessa atmosfera sospesa nel tempo: il quadro di Sant’Ambrogio, la foto di Gabriele D’Annunzio, gli scaffali colmi di volumi e pelli, il laboratorio dove ogni giorno si rinnova un mestiere antico.
Come racconta Gabriele, “l’entusiasmo è sempre lo stesso, anche dopo trent’anni di lavoro”.
E forse è proprio questo il segreto della legatoria: la capacità di trasformare ogni libro in un oggetto unico, destinato a durare nel tempo.
Oggi: tradizione, atelier e servizi su misura
Conti Borbone continua a realizzare legature artistiche, restauri, progetti speciali e lavorazioni personalizzate, affiancando alle opere più complesse anche servizi rapidi e quotidiani come contenitori in tela per disegni, progetti e tesi di laurea, eseguiti con cura e tempi certi
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Cucitura a mano con castelletto
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